La società civile ha consegnato il potere nelle mani della società politica per troppo tempo e senza controllo.
Adesso è giunto il momento di riprendercelo.
Per intanto, avendo firmato una cambiale in bianco, ci tocca pagare i debiti contratti.
Il
ripristino dell'ICI sulla prima casa, la patrimoniale, un ulteriore
aumento dell'IVA e dei bolli, un'ulteriore riforma pensionistica ...
sono, secondo indiscrezioni, le ipotesi allo studio del
Governo Mario Monti & C.
Non
possiamo sottrarci, pena il fallimento dello Stato e siccome lo Stato
siamo noi - piccolo particolare, questo ce lo ricordano sempre quando
c'è da pagare, mai quando c'è da decidere se contrarre il debito -,
dicevamo, siccome lo Stato siamo noi, dobbiamo pagare, pena il nostro
fallimento, come singoli, come famiglie, come comunità.
Non
più tardi di alcuni mesi fa abbiamo votato, in maggioranza, per
mantenere l'acqua e le infrastrutture del Servizio Idrico in mani
pubbliche, per evitare che i privati possano ricavar profitto dai beni
comuni; ma, per tutto il resto, cioè l'asporto rifiuti, i trasporti
pubblici, i parcheggi, il gas e l'elettricità ci va bene il gestore
privato. Almeno così ci hanno detto ...
Misteri della Volontà popolare.
Abbiamo
anche detto NO allo sfruttamento dell'Energia Nucleare sul suolo
italiano, resi consapevoli dal disastro giapponese (disastro umano,
ambientale ed ora anche finanziario) dei rischi ineliminabili e,
francamente, altamente ingiustificati, connessi con l'utilizzo delle
centrali nucleari; ma la nostra potente società elettrica ENEL (che è
una multinazionale), partecipa nel mondo alla gestione (e alla
costruzione di nuove) centrali nucleari di generazione III+ e alla
progettazione di centrali di generazione IV. Con buona pace di tutti
noi: esportiamo tecnologia collegata all'Italia in tutto l'orbe
terracqueo. Facile profezia quella del Silvio nazionale, che, non più
tardi di alcuni mesi fa, poco prima del pronunciamento popolare,
predicava: "non possiamo sottrarci al nucleare: è il destino
dell'Italia" intendendo: "il nostro destino è sedere al tavolo delle
potenze nucleari mondiali".
Evidentemente non tutti i commensali lo hanno gradito.
Adesso,
però, ci tocca pagare. Pagare i debiti e pagare per la manutenzione
degli acquedotti e dei depuratori e pagare per l'aumento del prezzo dei
carburanti, del gas e dell'elettricità. E chi ce l'ha i soldi in questo
frangente? Io no, e tu? E loro? Nessuno ce l'ha i soldi, perché c'è la
crisi.
O meglio, i soldi ci sono, qualcuno ce li ha, ma non si possono smobilitare, pena perdite ingentissime.
I
valori di tutti i titoli in borsa sono calati di numeri a due cifre e
lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, non hanno il becco di un
quattrino, anzi, ne hanno meno di zero, perché, non l'abbiamo
dimenticato, sono indebitati.
Quindi, adesso il problema di
Mario Monti,
che è il nostro problema, di noi, società civile, è far ripartire gli
investimenti, e con essi, la crescita economica, cioè ridare volano alla
ricerca, ossigeno alla cultura, rimodernare le infrastrutture,
ricostruire il sistema scolastico ed universitario, dare lavoro ai
giovani e alle donne, favorire le giovani coppie ... la natalità!
E allora, dove si possono trovare le risorse finanziarie per il futuro del paese?
A
noi viene una risposta, semplice ed efficace, per far ripartire gli
investimenti: lo diciamo sottovoce, come suggerimento, perché sappiamo
che disturberà i manovratori e scontenterà un po' tutti ...
Dove stanno le risorse finanziarie? E' così evidente, coraggio, possiamo arrivarci insieme a capirlo, tu ed io, noi, insieme.
L'Italia
ha una risorsa da mobilitare: gli anziani pensionati, sono milioni di
cittadini che trascorrono buona parte del loro tempo segregati in casa
ad accudire i nipoti o a guardare la TV, quando non è il caso che
qualcuno debba accudirli in vece nostra.
Pare
che l'INPS (con le altre casse di previdenza) possieda un patrimonio
immenso, che potrebbe essere messo a disposizione per gli investimenti
(possibilmente a costo zero) necessari per dare lavoro ai giovani, alle
donne, favorire le giovani coppie ... la natalità!
Rovesciamo il tavolo!
Perché devono essere i giovani a pagare le pensioni degli anziani?
Perché non facciamo pagare, almeno in parte, lo stipendio dei giovani dagli anziani?
Perché non facciamo pagare gli incentivi alla natalità dagli anziani?
Dove cresce un paese? Ma è ovvio, nella sua componente giovanile. Perché la componente adulta declina e quella anziana passa.
Apriamo
gli occhi: abbiamo creato una società che guarda al passato, alle sue
sicurezze, ai suoi miti, e, ad ogni passo, stritola sotto il proprio
tallone di ferro innumerevoli schiere di giovani donne e giovani uomini.
Pensiamo
alle discoteche, con i loro buttafuori, alle piazze dello spritz, alle
corse in auto e in moto, allo sballo di gruppo, ai tabloid patinati,
alla musica metallica, alle morbosità della casa del grande fratello,
allo sport dopato e tifato, al vestito griffato, ai social network, ai
centri sociali, ai call center.
Ho visto giovani divenire l'ombra di se stessi, avvinti come l'edera al palo, ma in una spirale discendente.
Giovani
donne e giovani uomini divenuti consumatori di droghe, volontà
annullate nel desiderio di procurarsi quella breve parentesi di felicità
in un fluire di vita privo di significato.
Non erano stati creati per questo, li abbiamo manipolati perché tali diventassero: consumatori ... e basta.
Adesso, cosa proverà un consumatore che non potrà più consumare?
Proverà l'Inferno.
Caro
Mario Monti, aspettiamo di vederti in azione!