"io decido X Albignasego" è il nome del movimento civico che vuol dare la parola ai cittadini di Albignasego, comune della provincia di Padova ... e non solo!

lunedì 30 maggio 2011

SETTIMANA DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA

Carissim*,

siamo nel pieno della settimana della Democrazia Diretta, che si tiene in tutta Italia dal 26 maggio al 2 giugno, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica su come migliorare la democrazia in Italia e creare la coscienza del ruolo essenziale che i cittadini hanno rispetto alle Istituzioni repubblicane, in particolare:
  • diffondere la conoscenza degli strumenti di democrazia diretta che esistono e funzionano da molti decenni nel mondo;
  • ottenere concreti strumenti di partecipazione della cittadinanza alla politica comunale e regionale.

Mercoledì 1 giugno
ore 20:30
nuovo appuntamento di

La Parola ai Cittadini

presso la Sala Don Milani di Mandriola

sarà con noi Dario Rinco, che porterà l'esperienza di Democrazia Diretta condotta assieme ai suoi concittadini di Sesto San Giovanni - MILANO.
 
clicca su dove siamo per info

Siete tutte e tutti invitati a partecipare
Piroska Sabbion

giovedì 26 maggio 2011

Riunione "Acqua Bene Comune" a Sant'Agostino di Albignasego

25 maggio 2011, serata organizzata dalle ACLI.

Relazione di Stefano Fracasso, consigliere regionale veneto per il PD, vicepresidente della 7° commissione (ha a che vedere con l'acqua), ex sindaco di Arzignano, paese con il problema di gestione del torrente Chiampo, inquinato dalle concerie, professore di chimica.
La relazione è stata veramente istruttiva e completa. Ha fornito un quadro della situazione concreto ed essenziale. C'è una torta di 24 miliardi di Euro di investimenti in Italia sui servizi di gestione dell'acqua (SII, Servizi Idrici Integrati: raccolta, distribuzione, depurazione, controllo della qualità dei corsi d'acqua). 4 miliardi nel solo Veneto.
Anche se gli investimenti coprono 25 anni si capisce quanto interesse "profittuale" possano generare.
  • Gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) sono le aree di competenza dei servizi e seguono i corsi d'acqua. Padova e Vicenza insistono sull'ATO "Bacchiglione" con una popolazione servita di 1.200.000 persone.
  • I costi maggiori, di gran lunga maggiori, derivano dalla DEPURAZIONE. Attualmente la Depurazione è inefficiente: impianti piccoli, numerosi, costosi, inefficienti.
  • Le perdite d'acqua della rete di distribuzione sono apparentemente maggiori là dove il servizio è più efficiente, perché là sanno quello che entra e quello che esce. Gli altri non sanno.
  • E' appurato scientificamenmte che il CAMBIAMENTO CLIMATICO sta facendo progressivamente abbassare le falde acquifere, anche nel Vicentino, che è particolarmente favorito, perché raccoglie le acque (a DUEVILLE) di un bacino con una piovosità di 2000 mm/anno.
  • La gestione privata dei SSI comporterebbe una mancanza di feedback e di CONTROLLO PARTECIPATIVO DEMOCRATICO sui sindaci e sulle scelte dei comuni e delle Autorità ATO (Comuni riuniti). L'imposizione della privatizzazione obbligatoria da parte del governo ai comuni organizzati in Autorità ATO esclude i cittadini dalla partecipazione e dal controllo del BENE COMUNE acqua. A questo proposito ricordiamo che nel depliant della Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di Vita, "Acqua Dono di Dio e bene comune", si afferma: "...evitando che diventi una merce privata o privatizzabile, ma ripubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici".
  • Lo stesso discorso di PRIVATIZZAZIONE vale in propettiva per la Sanità, l'Istruzione, il Trasporto Pubblico Locale, lo Smaltimento dei Rifiuti. "La Confindustria ha già fatto forti pressioni in tal senso..." secondo le parole di Stefano Fracasso.
  • La legge attualmente in vigore garantisce all'investitore una remunerazione media del capitale intorno al 7% e si tratta di banche, finanziarie, multiutility dell'acqua, dei rifiuti e dell'energia, quotate in borsa, che già lucrano - o perdono - miliardi come fossero noccioline.
  • Entro il 2015 tutti i corsi d'acqua d'Europa, dai più grandi ai più piccoli, devono essere di buona qualità organolettica (riguardo alla composizione minerale, all'inquinamento, alla popolazione microbica). Qui entra in ballo la DEPURAZIONE.
Domanda: e se invece di spendere miliardi in depurazione, provassimo a ridurre progressivamente l'INQUINAMENTO A MONTE?


La nostra idea è che si debba guardare anche oltre i prossimi referendum, su una prospettiva di lungo periodo, mirando ad evitare che l'acqua diventi una merce privata o privatizzabile, ripubblicizzandola mediante una forma innovativa di gestione pubblica dei servizi idrici, partecipata direttamente dai cittadini, una sorta di public company, intendendo con ciò una società ad azionariato diffuso senza remunerazione del capitale (tranne per il recupero dell'inflazione).

Con questa modalità di gestione tutti i cittadini potrebbero diventare azionisti della società pubblica, globalmente proprietari delle strutture dell'acquedotto, dei depuratori e dell'acqua che vi scorre.
Sarebbero più responsabilizzati verso il bene comune ... verrebbe da chiedersi: ci sentiamo preparati per fare un passo avanti così rivoluzionario?

Ma viene anche da chiedersi: quanto tempo ci è ancora concesso prima di trovarci costretti a fare questo passo mettendo mano al portafoglio, a causa di una congiuntura economica internazionale sfavorevole, provocata da scelte politiche che da sempre privilegiano la rendita a discapito del lavoro, l'assenteismo a discapito della partecipazione?

Ecco perché riteniamo che sia un diritto/dovere irrinunciabile recarsi a votare i referendum del 12 e 13 giugno p.v., costi quello che costi e comunque la si pensi.

domenica 22 maggio 2011

La parola ai cittadini

L'incontro del 1 giugno vuole essere un momento in cui ci alleniamo alla partecipazione.
Noi siamo abituati a delegare una persona (quando ci va bene) od un partito (nella peggiore delle ipotesi) a gestire le cose al nostro posto.
Hai mai pensato cosa vorrebbe dire se nelle decisioni importanti potessi esprimere la tua opinione, condividendola con gli altri, ed insieme riuscire a fare una scelta "buona" per tutti?
Questo è quello che noi vorremmo fare.
C'è solo un problema per riuscire a farlo: la tua partecipazione.
Nell'incontro che faremo, saremo tutti protagonisti; ci sarà chi coordinerà i lavori, ma, nel tuo momento, il protagonista sarai tu. E ciò che si deciderà, l'avremo deciso insieme: non ci sarà chi, dopo l'incontro, tirerà le fila.
Vieni a provare questa nuova esperienza: più saremo e più riusciremo a far sentire la nostra voce
Ti aspettiamo il 1° giugno

mercoledì 18 maggio 2011

Tam Tam ... cambiare si può ... Tam Tam!

Se nella prima tornata delle elezioni amministrative la politica ha fatto un timido capolino, alla ricerca del voto di cittadini sempre più stanchi delle ammucchiate di potere, è drammaticamente scomparsa dopo l'assalto alla baionetta delle aggressioni personali o giudiziarie tra i candidati.

La politica vera, quella che affida ai cittadini elettori la responsabilità della decisione, ricomparirà con i prossimi referendum, per questo la casta attualmente al potere li teme.

Si apre la possibilità che la consultazione referendaria del 12 e 13 giugno, come uno tsunami, travolga la politica abborracciata attualmente aggrappata al potere non avendone l'autorità.

Coloro che adesso cavalcano il referendum popolare, anche come strumento atto a disarcionare il cavaliere avverso, dovranno rispondere agli elettori in termini legislativi concreti, muovendosi nelle quattro direzioni richieste dai promotori dei referendum:

  • gestione pubblica dell'acqua bene comune;
  • nessun profitto privato sull'acqua bene comune, più efficienza e meno sprechi per il bene di tutti;
  • energia sicura, pulita e rinnovabile, premiando il risparmio energetico;
  • amministrazione di una giustizia certa, imparziale ed uguale per tutti.

Adesso la parola ai cittadini

Mercoledì 1 giugno

ore 20:30

nuovo appuntamento di

io decido X Albignasego

presso la Sala Don Milani di Mandriola


clicca su dove siamo per info

martedì 5 aprile 2011

Partecipare non è solo venire informati ... è anche poter decidere

Pubblichiamo la lettera inviata dal Coordinamento "io decido" di Venezia all'assessore all'urbanistica Micelli:



Di seguito l'articolo pubblicato su "La Nuova Venezia" del 1° marzo 2011:

sabato 19 marzo 2011

Difesa dell'acqua e senso di comunità

Una ventina di persone, ieri sera, nella Sala del Consiglio di Quartiere 4 Sud Est di Padova, ad ascoltare gli interventi di Gianni Tamino ed Emilio Molinari, due grandi esperti di democrazia dei beni comuni, che hanno speso molte energie personali e tuttora agiscono per diffondere la conoscenza dei beni comuni e del loro valore incommensurabile.

Volantino della serata

Seguono alcuni appunti su quanto di rilevante è emerso nel corso della serata, anche da parte di alcuni partecipanti provenienti da Albignasego e da Maserà.

Gianni Tamino ha denunciato il tentativo sotterraneo di rendere sempre più scarsi i beni comuni, in maniera da avere l'alibi per aumentare prezzi e tariffe a spese dei cittadini fruitori. Questa strategia investe primariamente acqua ed energia, ma ad un osservatore attento non può sfuggire come coinvolge anche i terreni agroforestali, le frazioni di periferia, i centri commerciali, le grandi vie di comunicazione, tutti non luoghi del consumo e della velocità, surrogati dei tradizionali luoghi dell'incontro e della lentezza, citiamo la piazza del paese, il mercato rionale, la villa e la campagna.

La Val Padana è giunta al culmine dello sviluppo antropico. Non c'è più alcun territorio disponibile, tutto è stato sfruttato per la produzione, tranne ciò che rimane deserto, perché inquinato e deturpato dall'industria e dall'agricoltura intensiva; le grandi foreste di querce che ricoprivano la pianura sono estinte, sostituite da campi coltivati, zone urbane ad alto tasso di cementificazione, il tutto inglobato da una rete sempre più fitta di vie di comunicazione stradale, elettronica ed energetica.

I fiumi sono degradati a cloache, i canali sono invasi dalle nutrie, mentre si moltiplicano le piscine private ed i laghetti per la pesca sportiva.

Il sistema di drenaggio delle acque fatica a smaltire la pioggia di un solo giorno, vedi foto ...


... perché?

Abbiamo ridotto il suolo da bene comune a mero oggetto di sfruttamento e profitto a fini privatistici.

Da dove possiamo ripartire ce l'ha detto, con un accorato appello Emilio Molinari:

bisogna costruire una nuova politica attorno al valore dei beni comuni, come l'acqua, l'energia, il suolo, l'arte e la cultura.

I partiti così come li abbiamo conosciuti non sono utili a questa nuova politica, come non lo sono le Istituzioni comunali, provinciali, regionali e statali se si occupano prevalentemente di affari con modalità poco trasparenti, senza render conto alle popolazioni, né chiederne il parere su argomenti così importanti come l'edificazione della città, la progettazione della piazza, la costruzione di una centrale energetica o di un traliccio-antenna per la telefonia mobile.
Prova ne sia la recente decisione di privatizzare la gestione dell'acqua (legge Ronchi), cioè dare la gestione in mano ai privati che, giocoforza, vorranno e dovranno lucrare su un bene pubblico essenziale, che invece dovrebbe essere disponibile per tutti, senza distinzioni di censo e capacità economica.

Oggi tendiamo tutti a ragionare così: io pago ... quindi io ho diritto.
Invece la Costituzione italiana ha sempre chiesto di ragionare così: io sono cittadino italiano ... quindi io ho diritti e doveri ... diritti per me che si trasformano in doveri verso gli altri, cioè verso la comunità locale, nazionale e mondiale.

Concludiamo con una constatazione importante: possiamo consentire ad una società che già commercializza l'acqua in bottiglia, assieme ad altre bevande e altrettanti prodotti, dal gas all'elettricità, di diventare il gestore dell'acquedotto pubblico e il distributore dell'acqua che esce dai nostri rubinetti?
Quale qualità dell'acqua e quali investimenti pubblici potremmo aspettarci da un consiglio di amministrazione in cui la maggioranza del pacchetto azionario fosse in mano a quegli stessi investitori privati che lucrano sull'acqua?

Vediamo quale mostruoso conflitto di interessi particolari metteremmo a capo della gestione dell'acqua, che è un "bene comune"?

Allora, se abbiamo ben compreso la posta in gioco, che è la stessa democrazia economica, portiamo in massa gli italiani a votare SI' ai prossimi referendum sull'acqua e sull'energia, per dire un grande, corale SI' all'acqua pubblica e all'energia democratica prodotta da fonti rinnovabili!

mercoledì 16 marzo 2011

Nucleare:
In Giappone "si parla di apocalisse e credo che la parola sia particolarmente ben scelta". Lo ha detto il commissario europeo per l'energia, Gunther Oettinger, riferendo sugli incidenti nucleari in Giappone davanti alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo a Bruxelles. "Praticamente tutto è fuori controllo - ha aggiunto Oettinger - Non escludo il peggio nelle ore e nei giorni che vengono".