"io decido X Albignasego" è il nome del movimento civico che vuol dare la parola ai cittadini di Albignasego, comune della provincia di Padova ... e non solo!

lunedì 30 gennaio 2012

Prossimo incontro "io decido": mercoledì 1 febbraio 2012

Il gruppo di iniziativa democratica io decido X Albignasego si ritrova

mercoledì 1 febbraio
alle ore 20:30
presso il Centro Annalena Tonelli
a Mandriola di Albignasego 

Punti all'ordine del giorno:

  1. Pomeriggi in fattoria, a cura di Sabrina
  2. Quorum Zero e Più Democrazia, a cura di Nicola
  3. Acqua bene comune, a cura di Rossella
  4. Mercatino Equo e Solidale, a cura di Lorenzo
  5. Statuto della Pro Loco, a cura di Giuseppe
  6. Open Source Ecology (OSE), a cura di Remo
  7. Il ciclo del denaro, a cura di Enrico

Vi aspettiamo numerosissimi! Trascinate con voi parenti, amici e conoscenti ...

A proposito del Piano Regolatore Comunale

Immaginiamo che la cittadinanza fosse chiamata, attraverso gli strumenti della Democrazia Diretta quali il referendum deliberativo o la proposta di legge popolare, a decidere della bontà del PRC licenziato dal Consiglio comunale ... ci potrebbe ancora capitare, passeggiando nel nostro quartiere, di dover gettare gli occhi su uno spettacolo siffatto?


o, piuttosto, ci aspetteremmo di vederne uno completamente diverso?

Che sarà di questa casetta rurale tra qualche anno o tra qualche mese?

E' vero che la cittadinanza, presa nel suo insieme, è, a dir poco, incompetente in merito all'urbanistica, essendo la maggior parte di noi incapace di veder chiaro oltre l'uscio di casa.

Ma proviamo ad immaginare il caso, non impossibile da realizzare, che ci fossero date tutte le informazioni necessarie per valutare correttamente quali siano le scelte migliori per preservare i beni comuni del territorio, cioè i beni architettonici, le zone agricole, le zone umide, i fossi e i boschetti.

E come sarebbe possibile, direte voi?

Mediante assemblee pubbliche, a mezzo stampa, sul sito del Comune, presso le scuole e le parrocchie e tutti gli altri mezzi di comunicazione che la tecnologia oggi mette a disposizione, con questo garantendo coi fatti l'accesso ai dati, la conoscenza del merito delle questioni e il diritto di parola a tutti.

Saremmo in grado, tutti insieme, di prendere una decisione accettabile?

Noi crediamo di sì.
Certo, questo processo richiederebbe l'impiego di tempo e risorse, necessiterebbe di impegno e fatica, personale e collettiva.

Ma se fossimo intimamente convinti che da questo processo ne derivasse un maggior benessere per tutti, chi avrebbe il coraggio di affermare che sarebbe una via sbagliata, che sarebbe uno spreco?

Pensiamo invece cosa significa, oggidì, affidare i beni comuni alla decisione di un Consiglio comunale dove siedono una ventina di persone che, nella migliore delle ipotesi, rappresentano interessi di parte, cioè sindacati, associazioni e comitati vari, lobby del commercio e dell'industria, portatori di interessi immobiliari, il tutto condito con formazioni politiche che si definiscono "partiti" (appunto organizzazioni "di parte") ... pensiamo davvero che questa miscellanea di potentati offra garanzie di imparzialità, di efficienza, di autorevolezza?

E non dimentichiamo che molti Consigli comunali, a causa del processo elettorale maggioritario che ha portato alla loro costituzione, rimangono ostaggio del Sindaco e della sua maggioranza e non hanno più alcuna possibilità di intervenire sulle delibere della Giunta comunale da lui presieduta, visto che si compone di assessori da lui nominati e, alla bisogna, revocabili.

Per cui, spesso e volentieri, ci si ritrova con un uomo solo al comando!

Bella democrazia, davvero ... delegare sui beni comuni non giova più a nessuno, qui ci vuole una bella PRESA DIRETTA ...

Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia

Il percorso che ha impegnato, per 9 lunghi mesi, un manipolo di coraggiosi nella compilazione della proposta di legge costituzionale volta all'introduzione degli strumenti della Democrazia Diretta nell'ordinamento italiano, è finalmente giunto ad un primo, ragguardevole, risultato.

Potete leggere qui di seguito le 20 pagine comprensive della presentazione dell'Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia e del testo del Disegno di Legge Costituzionale:

Testo finale

Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno impiegato, del tutto volontariamente e gratuitamente, tempo e risorse, sottraendoli agli impegni familiari, lavorativi e perfino al riposo serale. E un particolare plauso va a Paolo Michelotto, regista sempre puntuale, attivo e disponibile.

Adesso inizia forse la parte più impegnativa del viaggio: parte l'assalto alla vetta che nessuno è fino ad oggi riuscito a conquistare nel nostro paese, quella dell'autodeterminazione del popolo sovrano.

Autodeterminazione che è teoricamente sancita fin dal primo articolo della Costituzione Repubblicana, ma che, a causa di motivazioni storiche, sociali ed ambientali, non è mai stato possibile mettere in pratica.

Oggi, probabilmente, molti vincoli sono indeboliti, parecchi lacci e lacciuoli sono caduti, in forza dell'opera portata avanti negli anni dalle forze democratiche popolari, sempre presenti nel nostro territorio, forze che non hanno mai cessato di lavorare ai fianchi il corpaccio della politica dei benpensanti e dei faccendieri.

Oggi, forse, è giunta l'ora del riscatto della politica democratica, quella politica che viene costruita dal basso giorno per giorno, a partire dall'impegno dei cittadini responsabili verso i beni comuni, che sono la maggior parte.

Perché abbiamo scelto proprio gli strumenti della Democrazia Diretta per dare più potere al popolo?

Perché siamo convinti, oggi più di ieri, che la decisione presa da un popolo informato e responsabile è la migliore possibile, basta citare la drammatica scelta tra il dichiarare la guerra e il praticare la pace.

Oggi, in forza delle conquiste sociali e del progresso tecnico acquisito, abbiamo la reale possibilità di formare un popolo responsabile, che conosce i fatti e sceglie consapevolmente il proprio destino.

E' innegabile: 10 milioni di teste scelgono, in media, meglio di 10, o di una sola!

Se poi si sentono un popolo, ovvero sperimentano legami sociali liberanti, vivono in comunità aperte e solidali e sanno esprimere un'idea collettiva e condivisa ... di cosa potrebbero essere capaci?
Dio solo lo sa!

Per ulteriori informazioni sulle prossime tappe della campagna consultate:

Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia; il testo finale e prossimi passi

sabato 28 gennaio 2012

Dividendi per gli azionisti di AcegasAps

Nell'ultimo numero del periodico di informazione iServizi, del Gruppo AcegasAps, alla prima pagina troviamo la notizia più interessante:

Distribuiti 102 milioni di dividendi
Dal 2003, anno della fusione tra Acegas e Aps, il Gruppo ha effettuato importanti investimenti per 633 milioni di euro e ha distribuito 102 milioni di euro di dividendi.

iServizi viene distribuito gratuitamente a tutte le famiglie di Albignasego, ed anche presso gli uffici comunali, per cui potete continuare la lettura dell'editoriale, che prosegue in seconda e terza pagina, e conoscere nei dettagli la florida situazione finanziaria della multiutility society.

C'è un dato che dovrebbe farci riflettere: 102 milioni di dividendi versati nei conti correnti degli investitori-azionisti, a fronte di 633 milioni di euro di investimenti, sono un bel rendimento. Facendo base su una resa complessiva di 633+102=735 milioni di euro, si tratta di quasi il 14% di rendimento del capitale investito. Non male, ci sono campi dove si riesce a strappare rendimenti più alti di questi? Forse solo nella finanza speculativa ad alto rischio (e nei traffici illegali).

E questo dato ci fa effettivamente riflettere. Denuncia una verità di fatto: negli ultimi 8 anni, 102 milioni di euro sono stati prelevati dai conti correnti dei cittadini-utenti padovani e triestini, attraverso le bollette del gas, del servizio idrico (acqua pubblica), dell'energia elettrica, dell'asporto rifiuti, perfino dai biglietti e dagli abbonamenti del trasporto pubblico, e accreditati sui conti correnti di altri, qui non meglio identificati, soggetti finanziari.

Chi se ne intende a questo punto domanderà: nei 633 milioni di investimenti sono conteggiate le imposte sul reddito, che viaggiano intorno al 50%?
In effetti non siamo in grado di stabilirlo con i soli dati diffusi da iServizi, nè conosciamo la quota di spese correnti della società, nè il grado di indebitamento e chissà cos'altro.

Quello che ci premeva qui rilevare è quello che la stessa AcegasAps presenta come un fatto certo e un dato incontestabile:

102 milioni di euro in 8 anni sono migrati dalle tasche dei cittadini alle tasche degli investitori (anche istituzionali).

Potevano essere 102 milioni di euro che rimanevano alla comunità locale, sotto forma di ulteriori investimenti, ad esempio:

- sgravi fiscali e tariffari per le famiglie numerose,
- tariffe agevolate per il trasporto pubblico e per il servizio idrico,
- interventi per la salvaguardia idraulica del territorio,
- interventi per l'abbattimento dell'inquinamento atmosferico,
- interventi per la bonifica delle aree industriali dismesse ...

Non sappiamo, nè mai sapremo, come questi 102 milioni di euro sono stati impiegati, ma è assai probabile che buona parte sia stata investita in attività o in fondi che nulla hanno a che vedere con i servizi pubblici locali.

Questo è quanto, questo è tutto.

Ecco cosa c'era dietro le quinte della campagna per l'acqua pubblica bene comune.

E cosa si muove dietro le quinte del Governo Monti?

Chi controlla la finanza oggi decide i governi, e governa le decisioni, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Alla fine di un felice ciclo di sviluppo economico potremmo realmente ritrovarci alla canna del gas. Non abbassiamo la guardia.

mercoledì 25 gennaio 2012

Crisi della Democrazia

“Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (prima degli anni’60, nda) ogni società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-democratico, ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene”. (Samuel P. Huntington, The crisis of Democracy, Trilateral Commission 1975)

Ed è proprio questa l'apatia che fu indotta sulle masse dell’Occidente, per mezzo di una operazione massmediatica enorme e dell’esplosione del consumismo, deviandole in tal modo dall’attivismo democratico, drogandole così che non vedessero più i loro reali bisogni e i loro diritti. (Paolo Barnard, Il più grande crimine, 2011)

“Potrà una società che si è così gettata su una eccessiva commercializzazione funzionare ancora come una democrazia deliberativa? Potrà il pubblico ancora trovare e sviluppare la sua voce sovrana? O, viceversa, il suo carattere è stato così profondamente trasformato dai media commerciali da stroncarne per sempre l’abilità di partecipare alla vita pubblica?”(David Bollier, Silent Theft, Routledge 2003)

“La storia del successo della democrazia…sta nell’assimilazione di grosse fette della popolazione all’interno dei valori, atteggiamenti e modelli di consumo della classe media”.Cosa vuol dire? Significa che se si vuole uccidere la democrazia partecipativa dei cittadini mantenendo in vita l’involucro della democrazia funzionale alle elites, bisogna farci diventare tutti consumatori, spettatori, piccoli investitori. L’involucro della democrazia fu salvato, il suo contenuto, cioè noi cittadini partecipativi, fu annientato. (Paolo Barnard, Il più grande crimine, 2011)

“I governi evitino di credere che il progresso che hanno reso possibile per grandi masse di cittadini deve ora essere disfatto perché è scomodo per alcuni. Va evitato di credere che un po’ più di disoccupazione, un po’ meno istruzione, un po’ più di disciplina e un po’ meno libertà di espressione renderanno il mondo un luogo migliore, in cui sarà possibile governare con efficacia. Invero, credo che questo tentativo di riportare indietro il progresso della storia per ricreare lo stato di cose che ci siamo fortunatamente lasciati alle spalle è in molti aspetti incivile, davvero primitivo”. (Ralf Dahrendorf, in appendice a The crisis of Democracy, 1975)

venerdì 20 gennaio 2012

Due parole a Pisapia, di Emilio Molinari

Riceviamo direttamente da Emilio Molinari copia di un suo articolo pubblicato sull'Unità del 18 gennaio scorso.

Per visualizzarlo cliccate qui sotto:

Perché sono contro la multiutility del Nord

mercoledì 18 gennaio 2012

Creare bellezza/e

E' il secondo atto del Convegno

Tra creatività e interpretazione
Esplorazioni nella rete di relazioni generate da un’opera artistica

Il laboratorio Creare bellezza/e si terrà da venerdì 3 a sabato 5 febbraio a Padova. 48 ore di full immersion nelle scienze musicali, pedagogiche, sociologiche, filosofiche e teologiche, presi per mano da valenti esperti delle varie discipline posti in relazione di reciprocità creativa.

Il progetto è nato lo scorso anno da comuni interessi di ricerca di alcuni docenti del Conservatorio di Trento, dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, dell’Università di Padova e dell’Università di Trento, con lo scopo di studiare la rete di relazioni di cui un’opera artistica, e musicale in particolare, è luogo e causa, relazioni generate in ogni atto creativo ed interpretativo.

Il primo atto si è compiuto nell'aprile 2011 presso l'Istituto Universitario Sophia.

I lavori hanno consolidato fortemente negli organizzatori e nei partecipanti l’ipotesi di partenza: la convinzione dello statuto relazionale di ogni verità e di ogni bellezza. Ecco dunque un altro motivo del plurale “bellezze”: molte sono le definizioni, le concezioni, molti sono i vissuti della bellezza, molti gli approcci scientifici e artistici; tutti possono trovare pieno significato e compimento se sanno mettersi “in relazione con”.

Segnaliamo in particolare, presso la Sala polivalente del Centro culturale Altinate - S.Gaetano, in Via Altinate 71

Venerdì 3 febbraio

ore 21.00 Creare Bellezza/e: Un teologo, un filosofo e una musicista in dialogo
Piero Coda, Massimo Donà e Emilia Fadini
Serata aperta alla città

Sabato 4 febbraio

ore 11.30 Creatività e società: creare comunità - spazi e ruolo della creatività nel sociale
Tiziano Vecchiato: Il punto di vista del sociologo
Jania Sarno: Il punto di vista dell’etnomusicologo

Domenica 5 febbraio

ore 9.30 Creatività “tra” culture: l’altro ti dà identità
a cura di Giuseppe Milan
• progetto “Fratelli d’Italia”
• musiche “tra”, con Corrado Bungaro ed Helmi Mhadhbi

“Chi suona uno strumento non imbraccia un’arma” – Pratica musicale e società in America Latina a cura di Julian Lombana

Qui potete scaricare la brochure con il programma completo:

Convegno "Creatività e bellezza" a Padova