Da Il Mattino di Padova di Domenica 03 Luglio 2016, pagina 14
Dopo 18 anni il poliambulatorio nato per gli immigrati cura soprattutto i padovani in difficoltà economica.
Era l’ambulatorio degli stranieri irregolari, quelli senza
documenti e senza permessi. Negli anni si è specializzato in
odontoiatria e in oculistica, continuando a curare soprattutto
immigrati, ma anche i primi padovani in difficoltà economica, segnalati
dai servizi sociali. All’alba del diciottesimo anno di attività, il
poliambulatorio Caritas di via Duprè scopre di essere la nuova frontiera
delle cure dentarie per quella moltitudine di nuovi poveri che vede gli
italiani più numerosi degli stranieri.
Nel 2015 e nei primi sei mesi
del 2016 sono padovani - o comunque, appunto, italiani - i più presenti
nelle liste d’attesa per far fronte a una carie o per un’estrazione o
per una cura canalare. Sono il 33 per cento, seguiti da marocchini e
rumeni in percentuali inferiori. E sono prevalentemente maschi. Notevole
è anche la percentuale di minorenni, che nel 2015 ha raggiunto il 30
per cento e che quest’anno si aggira intorno al 25-26 per cento, anche
per effetto di una convenzione con le comunità per minori stranieri non
accompagnati.
«Non siamo sorpresi perché siamo arrivati progressivamente
a questa situazione», racconta Sara Ferrari, referente della Caritas
diocesana per il poliambulatorio. «Abbiamo potuto registrare nel tempo
questo impoverimento generale che ha allargato il nostro servizio a
nuove fasce di marginalità e quindi a famiglie padovane in difficoltà».
Nel 2015 in via Duprè si sono presentate 554 persone e gli interventi di
cure dentarie sono stati 1.577. Nei primi sei mesi di quest’anno le
persone prese in cura sono state già 318, con 106 italiani. In molti
casi si tratta di poveri segnalati dai servizi sociali del Comune, ma
anche le parrocchie e i centri d’ascolto vicariali segnalano il servizio
che è gestito da Adam Onlus, partner della Caritas.
Al poliambulatorio si accede passando dagli uffici della Caritas dove ogni venerdì c’è un
volontario che filtra le richieste, accertandosi che si tratti di
situazioni di vera indigenza. «Il reddito massimo, certificato
dall’Isee, è di 8 mila euro», aggiunge Sara Ferrari, «ma quasi sempre si
tratta di persone che non hanno niente. A loro rilasciamo una tessera a
uso interno che dà diritto alle cure per sei mesi. Ma se il ciclo non è
completo, poi si fa il rinnovo dopo un secondo colloquio». Nei locali
concessi dal Comune - e ristrutturati due anni fa grazie a contributi
della Fondazione Cariparo - c’è spazio per due studi odontotecnici. Ci
lavorano, ogni mattina dal lunedì al giovedì, undici specialisti, tutti
volontari, più un’assistente di poltrona, unica stipendiata, dipendente
di Adam.
Di bello, in questa storia fatta di servizi gratuiti e di
generosità diffusa, c’è anche il fatto due studi dentistici della città -
Mavidental e Ceramodent - regalano un paio di dentiere ogni mese. Così
qualche anziano che non può permettersela, riesce ad avere la protesi.
«Abbiamo anche una convenzione con CbmItalia onlus e con il consorzio
Optopiù e in questo modo possiamo dare occhiali e lenti a chi ne ha
bisogno», conclude Sara Ferrari. Sembra poco, per qualcuno è tantissimo.
Cristiano Cadoni
"io decido X Albignasego" è il nome del movimento civico che vuol dare la parola ai cittadini di Albignasego, comune della provincia di Padova ... e non solo!
lunedì 4 luglio 2016
giovedì 23 giugno 2016
Inno alla democrazia diretta e alla partecipazione politica
Una bellissima notizia mi giunge da Paolo Michelotto, che da sempre lavora per promuovere gli strumenti della democrazia diretta in Italia.
La potete leggere nel suo blog:
Nuovo statuto comunale a Vignola
Oltretutto a Vignola ci sta uno dei fornitori di frutta biologica del Gruppo di Acquisto Solidale (GAS MANDRIOLA) a cui partecipo ormai da alcuni anni.
In mezzo a tante notizie sconfortanti questa tira su il cuore e fa ben sperare per il futuro, un futuro di libertà e di partecipazione, ben differente da quello di sottomissione e sfruttamento che le compagnie sovranazionali del commercio avevano progettato per noi.
Adesso avanti ... comuni ce ne sono tanti!
La potete leggere nel suo blog:
Nuovo statuto comunale a Vignola
Oltretutto a Vignola ci sta uno dei fornitori di frutta biologica del Gruppo di Acquisto Solidale (GAS MANDRIOLA) a cui partecipo ormai da alcuni anni.
In mezzo a tante notizie sconfortanti questa tira su il cuore e fa ben sperare per il futuro, un futuro di libertà e di partecipazione, ben differente da quello di sottomissione e sfruttamento che le compagnie sovranazionali del commercio avevano progettato per noi.
Adesso avanti ... comuni ce ne sono tanti!
sabato 9 aprile 2016
Divorziati: la gran visione di Martini
Dal "Corriere della Sera" di Venerdì 08 Aprile 2016
Elzeviro / L' analisi di de Filippis
Il tema del divorzio ha avuto una evoluzione che ha portato a una grande semplificazione. I tempi si sono accorciati, bastano sei mesi quando le parti provengono da una separazione consensuale, inoltre la procedura talora si è semplificata così radicalmente che i coniugi possono, se non ci sono figli, presentarsi all’ufficiale di stato civile senza bisogno di ricorrere al giudice e anche il ricorso alla mediazione assistita tende evidentemente a eliminare il più possibile lo scontro tra i coniugi divorziati e ciò nell’interesse soprattutto dei figli. Ma è giusto e doveroso gettare lo sguardo anche al di fuori del campo giuridico e vedere se e come, nel tempo, è mutato l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei divorziati.
È uscito un libro di Bruno de Filippis di grande attualità che ha nel titolo il punto interrogativo, È caduto il muro tra Chiesa e divorziati? (Pacini Giuridica, pagine 196, e 18).
L’autore, magistrato, esperto del diritto di famiglia, affronta il tema scottante tenendo anche conto del Sinodo tenutosi nell’ottobre 2015. La verità è che il credente, che dopo aver divorziato si risposa, si trova improvvisamente al di là di un muro, da una parte ci sono loro, i «cristiani normali», e dall’altra lui, il «divorziato». Si tratta di un muro inizialmente poco visibile e dai contorni apparentemente sfumati, ma non si può dimenticare che prima del Sinodo i divorziati risposati per poter avere la comunione dovevano vivere come fratelli e sorelle e solo in una parrocchia diversa dalla loro per evitare il «pubblico scandalo». Il credente divorziato e risposato ha visto aumentare le sue aspettative quando è stato eletto un Papa capace di far fiorire la speranza, ma vorrebbe anche, nella sua Chiesa, uscire dall’ambiguità.
Il libro esamina il contesto attuale, ma guarda al passato e guarda all’avvenire tenendo conto che all’amore tra un uomo e una donna viene dato un significato profondo con una visione laica e religiosa dei sentimenti umani che si intrecciano tra loro.
Nel muro apparentemente granitico della posizione ufficiale della Chiesa si ravvisa, di tanto in tanto, qualche breccia. Nel 2001, durante l’episcopato del cardinale Carlo Maria Martini, il Consiglio pastorale diocesano di Milano, facendosi carico della sofferenza della comunità ecclesiale di fronte a tanti fallimenti matrimoniali, ha auspicato che anche la Chiesa cattolica d’Occidente si apra, come quella d’Oriente, alla possibilità di un adeguato itinerario penitenziale per accedere alla comunione.
Il cardinal Martini a Gerusalemme disse che la Chiesa «è indietro di duecento anni» e si chiese perché essa non si scuota e di che cosa abbia paura.
Sul «Corriere della Sera» del primo settembre 2012 il cardinale scelse la chiarezza dell’esempio: «Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli … e la Chiesa perderà la generazione futura».
Il cardinal Martini non proponeva un’indiscriminata sanatoria per i divorziati, bensì chiedeva che le situazioni fossero valutate caso per caso … lasciando alla coscienza del singolo e al suo confessore il compito di consentire l’accostamento ai sacramenti.
Il divieto aprioristico e generale risale invece al Concilio di Trento, che addirittura pronunziò l’anatema contro chi sosteneva che il matrimonio si può sciogliere per poi risposarsi.
Elzeviro / L' analisi di de Filippis
Il tema del divorzio ha avuto una evoluzione che ha portato a una grande semplificazione. I tempi si sono accorciati, bastano sei mesi quando le parti provengono da una separazione consensuale, inoltre la procedura talora si è semplificata così radicalmente che i coniugi possono, se non ci sono figli, presentarsi all’ufficiale di stato civile senza bisogno di ricorrere al giudice e anche il ricorso alla mediazione assistita tende evidentemente a eliminare il più possibile lo scontro tra i coniugi divorziati e ciò nell’interesse soprattutto dei figli. Ma è giusto e doveroso gettare lo sguardo anche al di fuori del campo giuridico e vedere se e come, nel tempo, è mutato l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei divorziati.
È uscito un libro di Bruno de Filippis di grande attualità che ha nel titolo il punto interrogativo, È caduto il muro tra Chiesa e divorziati? (Pacini Giuridica, pagine 196, e 18).
L’autore, magistrato, esperto del diritto di famiglia, affronta il tema scottante tenendo anche conto del Sinodo tenutosi nell’ottobre 2015. La verità è che il credente, che dopo aver divorziato si risposa, si trova improvvisamente al di là di un muro, da una parte ci sono loro, i «cristiani normali», e dall’altra lui, il «divorziato». Si tratta di un muro inizialmente poco visibile e dai contorni apparentemente sfumati, ma non si può dimenticare che prima del Sinodo i divorziati risposati per poter avere la comunione dovevano vivere come fratelli e sorelle e solo in una parrocchia diversa dalla loro per evitare il «pubblico scandalo». Il credente divorziato e risposato ha visto aumentare le sue aspettative quando è stato eletto un Papa capace di far fiorire la speranza, ma vorrebbe anche, nella sua Chiesa, uscire dall’ambiguità.
Il libro esamina il contesto attuale, ma guarda al passato e guarda all’avvenire tenendo conto che all’amore tra un uomo e una donna viene dato un significato profondo con una visione laica e religiosa dei sentimenti umani che si intrecciano tra loro.
Nel muro apparentemente granitico della posizione ufficiale della Chiesa si ravvisa, di tanto in tanto, qualche breccia. Nel 2001, durante l’episcopato del cardinale Carlo Maria Martini, il Consiglio pastorale diocesano di Milano, facendosi carico della sofferenza della comunità ecclesiale di fronte a tanti fallimenti matrimoniali, ha auspicato che anche la Chiesa cattolica d’Occidente si apra, come quella d’Oriente, alla possibilità di un adeguato itinerario penitenziale per accedere alla comunione.
Il cardinal Martini a Gerusalemme disse che la Chiesa «è indietro di duecento anni» e si chiese perché essa non si scuota e di che cosa abbia paura.
Sul «Corriere della Sera» del primo settembre 2012 il cardinale scelse la chiarezza dell’esempio: «Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli … e la Chiesa perderà la generazione futura».
Il cardinal Martini non proponeva un’indiscriminata sanatoria per i divorziati, bensì chiedeva che le situazioni fossero valutate caso per caso … lasciando alla coscienza del singolo e al suo confessore il compito di consentire l’accostamento ai sacramenti.
Il divieto aprioristico e generale risale invece al Concilio di Trento, che addirittura pronunziò l’anatema contro chi sosteneva che il matrimonio si può sciogliere per poi risposarsi.
Cesare Rimini
domenica 20 dicembre 2015
Conversione ecologica
In natura c'è un principio di bene relativo.
La luce è luce rispetto alle tenebre.
Il pieno della materia è tale rispetto al vuoto dello spazio.
Il tempo scorre rispetto all'eternità.
Il movimento si oppone alla stasi.
La vita alla morte.
Fate caso: riusciamo a spiegare bene l'assenza senza poter spiegare da dove nasce la presenza.
Per esempio: sappiamo spiegare bene cosa è il vuoto e diciamo che è "assenza di materia", ma non siamo in grado (nessuno scienziato o filosofo fin'ora è stato in grado) di spiegare cos'è la materia.
Lo stesso diciamo delle tenebre: "assenza di radiazione luminosa", ma quanto a spiegare cos'è la radiazione luminosa ... rimane un mistero!
Così è della malattia come "assenza di salute" e della morte come "assenza di vita" o "fine di vita".
Detto questo, faccio uno stacco, ma è solo apparente.
Bisognerebbe guardare di più alla società umana come un sottoinsieme (anche minuscolo) del sistema terrestre-solare-cosmico.
Questa è la chiamata alla conversione contenuta nell'Enciclica «Laudato si'» di Papa Francesco.
Conversione ecologica che potrei riassumere con questa esortazione: "non posso dire di amare sinceramente il mio prossimo se non amo l'ambiente in cui vive".
Sembra, a tutti gli effetti, un terzo comandamento ... che è simile ai primi due, contenuti nella Bibbia e, in particolare, nei Vangeli!
Ma questa esortazione non è contenuta nella Bibbia, né nei Vangeli, per cui ritengo che ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente NUOVO, qualcosa di nuovo anche rispetto al Nuovo Testamento.
Il Cristianesimo, nella mia visione, non è una religione tradizionale, una tra le tante, è una religione cosmica: unione di umano e divino in Gesù Cristo, figlio di Dio e di Maria di Nazaret.
Il Cristianesimo è una religione universale, abbraccia tutte le fedi e tutte le culture, tutti i popoli e tutte le nazioni, e fornisce implicitamente le risposte a tutte le domande sul senso della vita, le domande che gli scienziati e i filosofi si pongono fin da quando hanno iniziato la loro millenaria ricerca.
Verrà il tempo in cui l'umanità si renderà conto di quale tesoro di conoscenza sia contenuto nella tradizione orale e scritta della religione cristiana.
Quella cosmica intendo, non quella cattolica, che è ancora ferma al primo o, al massimo, al secondo comandamento!
La luce è luce rispetto alle tenebre.
Il pieno della materia è tale rispetto al vuoto dello spazio.
Il tempo scorre rispetto all'eternità.
Il movimento si oppone alla stasi.
La vita alla morte.
Fate caso: riusciamo a spiegare bene l'assenza senza poter spiegare da dove nasce la presenza.
Per esempio: sappiamo spiegare bene cosa è il vuoto e diciamo che è "assenza di materia", ma non siamo in grado (nessuno scienziato o filosofo fin'ora è stato in grado) di spiegare cos'è la materia.
Lo stesso diciamo delle tenebre: "assenza di radiazione luminosa", ma quanto a spiegare cos'è la radiazione luminosa ... rimane un mistero!
Così è della malattia come "assenza di salute" e della morte come "assenza di vita" o "fine di vita".
Detto questo, faccio uno stacco, ma è solo apparente.
Bisognerebbe guardare di più alla società umana come un sottoinsieme (anche minuscolo) del sistema terrestre-solare-cosmico.
Questa è la chiamata alla conversione contenuta nell'Enciclica «Laudato si'» di Papa Francesco.
Conversione ecologica che potrei riassumere con questa esortazione: "non posso dire di amare sinceramente il mio prossimo se non amo l'ambiente in cui vive".
Sembra, a tutti gli effetti, un terzo comandamento ... che è simile ai primi due, contenuti nella Bibbia e, in particolare, nei Vangeli!
Ma questa esortazione non è contenuta nella Bibbia, né nei Vangeli, per cui ritengo che ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente NUOVO, qualcosa di nuovo anche rispetto al Nuovo Testamento.
Il Cristianesimo, nella mia visione, non è una religione tradizionale, una tra le tante, è una religione cosmica: unione di umano e divino in Gesù Cristo, figlio di Dio e di Maria di Nazaret.
Il Cristianesimo è una religione universale, abbraccia tutte le fedi e tutte le culture, tutti i popoli e tutte le nazioni, e fornisce implicitamente le risposte a tutte le domande sul senso della vita, le domande che gli scienziati e i filosofi si pongono fin da quando hanno iniziato la loro millenaria ricerca.
Verrà il tempo in cui l'umanità si renderà conto di quale tesoro di conoscenza sia contenuto nella tradizione orale e scritta della religione cristiana.
Quella cosmica intendo, non quella cattolica, che è ancora ferma al primo o, al massimo, al secondo comandamento!
venerdì 18 dicembre 2015
A proposito di salvataggi delle banche ...
IV. POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA
189. La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo. La produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale. Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali.[133] La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale, la quale rende possibile che si diversifichi e si migliori la produzione, che le imprese funzionino adeguatamente, che le piccole e medie imprese si sviluppino e creino occupazione, e così via.
189. La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo. La produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale. Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali.[133] La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale, la quale rende possibile che si diversifichi e si migliori la produzione, che le imprese funzionino adeguatamente, che le piccole e medie imprese si sviluppino e creino occupazione, e così via.
190. In questo contesto bisogna sempre
ricordare che «la protezione ambientale non può essere assicurata solo
sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. L’ambiente è uno
di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di
difendere o di promuovere adeguatamente».[134]
Ancora una volta, conviene evitare una concezione magica del mercato,
che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei
profitti delle imprese o degli individui. È realistico aspettarsi che
chi è ossessionato dalla massimizzazione dei profitti si fermi a pensare
agli effetti ambientali che lascerà alle prossime generazioni?
All’interno dello schema della rendita non c’è posto per pensare ai
ritmi della natura, ai suoi tempi di degradazione e di rigenerazione, e
alla complessità degli ecosistemi che possono essere gravemente alterati
dall’intervento umano. Inoltre, quando si parla di biodiversità, al
massimo la si pensa come una riserva di risorse economiche che potrebbe
essere sfruttata, ma non si considerano seriamente il valore reale delle
cose, il loro significato per le persone e le culture, gli interessi e
le necessità dei poveri.
Dalla «Laudato si'» di Papa Francesco
domenica 13 dicembre 2015
"Io sono d'oro" di Gabriele Policardo
Una cara amica su facebook mi ha fatto conoscere Gabriele Policardo.
La ringrazio molto per questo!
Gabriele Policardo è un esperto di vita.
Autore, compositore, regista, ha studiato e praticato varie discipline spirituali, tra cui Radioestesia e pulizia dell'aura, i corsi di Cesare Boni sulla morte, la mente e i sette stati di coscienza, l'Angelologia di Igor Sibaldi, la Nuova Medicina con Ryke Geerd Hamer. È allievo di Bert Hellinger e conduce in tutta Italia seminari di Costellazioni Familiari e Sistemiche e seminari di nuove Costellazioni Spirituali. Il nucleo della sua ricerca verte intorno alle relazioni disfunzionali, ai conflitti, ai sintomi fisici e psichici come movimento dell’Anima, ai fenomeni prenatali e perinatali, come la sindrome del gemello scomparso. Studia lo Shivaismo del Kashmir, il Vedanta, i santi-poeti e la cultura indiana. Pratica Siddha Yoga dal 2007.
Di recente (2014) ha pubblicato
Ne trovate un assaggio qui:
http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1108191/io-sono-doro_1108191
e questo è un articolo dal suo blog che, anche se non è aggiornatissimo, è comunque interessante:
http://gabrielepolicardo.blogspot.it/2015/07/lamore-che-cambia.html
La ringrazio molto per questo!
Gabriele Policardo è un esperto di vita.
Autore, compositore, regista, ha studiato e praticato varie discipline spirituali, tra cui Radioestesia e pulizia dell'aura, i corsi di Cesare Boni sulla morte, la mente e i sette stati di coscienza, l'Angelologia di Igor Sibaldi, la Nuova Medicina con Ryke Geerd Hamer. È allievo di Bert Hellinger e conduce in tutta Italia seminari di Costellazioni Familiari e Sistemiche e seminari di nuove Costellazioni Spirituali. Il nucleo della sua ricerca verte intorno alle relazioni disfunzionali, ai conflitti, ai sintomi fisici e psichici come movimento dell’Anima, ai fenomeni prenatali e perinatali, come la sindrome del gemello scomparso. Studia lo Shivaismo del Kashmir, il Vedanta, i santi-poeti e la cultura indiana. Pratica Siddha Yoga dal 2007.
Di recente (2014) ha pubblicato
IO SONO D'ORO
IL VALORE DELLA DONNA NELLA RELAZIONE
Ne trovate un assaggio qui:
http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1108191/io-sono-doro_1108191
e questo è un articolo dal suo blog che, anche se non è aggiornatissimo, è comunque interessante:
http://gabrielepolicardo.blogspot.it/2015/07/lamore-che-cambia.html
martedì 8 dicembre 2015
The invitation
Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa strugge il tuo cuore
e se hai il coraggio di sognare
l’incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni,
per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa quali pianeti
sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato
il centro del tuo dolore,
se le difficoltà della vita
ti hanno portato ad aprirti
oppure a chiuderti per paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore,
mio o tuo,
senza far nulla per nasconderlo,
per allontanarlo o cristallizzarlo.
Voglio sapere se puoi vivere
con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura
e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere
attenti, di essere realistici o di ricordare i
limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se sei capace di
deludere qualcuno per restare fedele a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa
di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere di parola
e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace
di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non
splende e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a
vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago
e gridare alla luna piena d’argento:
“Sì!”
Non mi interessa sapere dove
vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci
ad alzarti dopo una notte
di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito
e fare ugualmente quello che devi
per i tuoi figli.
Non mi interessa
chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro
del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove
o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro,
quando tutto il resto viene a mancare.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te
stesso e se la tua compagnia
ti piace veramente nei momenti di vuoto.
By Oriah © Mountain Dreaming,
from the book The Invitation
published by HarperONE, San Francisco,
1999 All rights reserved
Iscriviti a:
Post (Atom)