Lo sapevate che negli ultimi trent'anni il territorio del Comune di Padova è stato cementificato alla ragguardevole media di 70 ettari all'anno (tra zone industriali, zone commerciali, tangenziali, rotatorie, parcheggi, nuovi insediamenti residenziali)?
Ciò corrisponde alla perdita annua di circa 180 campi padovani coltivabili, approssimativamente la superficie di 70 campi di calcio, (che in trent'anni fanno un totale di oltre 2.000 campi di calcio)!?!
E sapevate che ad aprile 2012 si stimano, nella sola provincia di Padova, oltre 23.000 appartamenti vuoti in attesa di essere affittati o venduti; a cui si sommano oltre 1.300 magazzini industriali, altrettanto vuoti e in attesa di essere affittati o venduti?
Se volete sapere la verità, la nuda e cruda verità sull'abominevole colata di cemento non potete perdervi questo appuntamento.
Il Distretto di Economia Solidale di Padova e Biorekk, lunedì 11 giugno, dalle ore 20:30, presso il cinema MultiAstra, in Via Tiziano Aspetti, a Padova, presentano il libro di Luca Martinelli:
Salviamo il Paesaggio
A seguire, Sergio Lironi, di Legambiente Padova, presenterà il progetto del Parco Agro-paesaggistico metropolitano.
Sarà aperta la vicina "Osteria di Fuori Porta", che offrirà pietanze a base di genuini prodotti locali, più naturali e gustosi ... perché biologici e da consumare insieme ... non mancate!
. . . io decido X Albignasego
venerdì 25 maggio 2012
"Stella d'Italia" sostiene il parco agricolo e paesaggistico metropolitano di Padova
Abbracciamo l'Italia camminando ... è questo l'incipit dell'iniziativa nazionale "Stella d'Italia": per oltre 40 giorni camminatori sparsi lungo i sentieri e gli argini di tutto il paese convergeranno verso la città dell'Aquila lungo 5 direttrici da Nord, Est, Ovest e Sud.
Il percorso da Nord-Est sabato 26 maggio passerà da Padova dove i camminatori volontari sosterranno l'iniziativa "Salviamo il Paesaggio e il progetto di parco agricolo e paesaggistico metropolitano".
Alla fine della tappa saranno accolti dall'assessore Andrea Colasio, al quale consegneranno anche una nostra lettera a favore del progetto del Parco metropolitano.
L'appuntamento è alle 12:45 sull'argine del canale San Gregorio all'altezza dell'agriturismo "La Scacchiera". I camminatori di Stella d'Italia arriveranno da Dolo (da lì partono alle 8 del mattino).
Il tratto padovano proseguirà lungo l'isola di Terranegra, il Roncajette, il canale San Gregorio e poi il Piovego fino al Portello e al Municipio (circa 9 km). A Terranegra, ad illustrare il percorso e le motivazioni di "Salviamo il Paesaggio" ci sarà Lorenzo Cabrelle di Legambiente.
Tutti possono aggregarsi, mandate una mail ai vostri soci o simpatizzanti.
Chi di voi sarà presente lo segnali a s.ginestri@legambientepadova.it.
Qui di seguito la presentazione di "Stella d'Italia".
Camminare per incontrare e conoscere la realtà dei territori attraversati, in ascolto di associazioni ed istituzioni che condividono un desiderio di unione tra Nord e Sud, di legalità, di rispetto del territorio e delle sue peculiarità, ambientali, sociali e culturali. Stella d’Italia, idea di Antonio Moresco, promossa da “Il Primo Amore” e da un gruppo di volontari, è un grande spostamento a piedi, di menti e di corpi, per “ricucire con i nostri passi” un paese diviso e apparentemente incapace di esprimere energie nuove, attraverso cinque bracci che prefigurano una stella: già in movimento il braccio di Sud-Est, partito da Messina lo scorso 11 maggio; si partirà da Venezia il 25 maggio, da Genova il 27, da Santa Maria di Leuca il 2 giugno, ed infine da Roma il 30 giugno, per arrivare assieme all’Aquila il 5 luglio.
Il braccio in partenza da Venezia segue fino ad Assisi, con piccolissime modifiche, la scansione delle tappe dei Cammini di Sant’Antonio e di Assisi, attraversando le città di Padova, Monselice, Ferrara, Bologna, la zona dei Gessi emiliano-romagnoli, e infine scavalcando l’Appennino Tosco-Emiliano verso Assisi, dove incontrerà il braccio in partenza da Genova. Assieme i due bracci cammineranno verso L’Aquila, mentre i due bracci del Sud, ricongiuntisi a Matera, la raggiungeranno lungo i sentieri del Tratturo Magno.
Il braccio di Nord-est, dopo la tappa Venezia-Dolo, percorrerà le due tappe “padovane”: Dolo-Padova (26 maggio), e Padova-Monselice (27 maggio).
La tappa Dolo-Padova vedrà la partecipazione di Legambiente Padova, che guiderà i camminatori di Stella d’Italia lungo una delle poche aree verdi ed agricole ancora rimaste nel territorio sempre più urbanizzato di Padova, tra il Canale San Gregorio e il Canale Roncajette, per poi entrare nel cuore della città lungo il Canale Roncajette, la Golena San Massino, il Portello ed infine arrivare davanti al Municipio di Padova.
L’appuntamento tra i camminatori di Stella d’Italia e i simpatizzanti di Legambiente è previsto per le 12:45 sull’argine San Gregorio nei pressi dell’Agriturismo la Scacchiera (per info visita la pagina www.legambientepadova.it/stella_italia). Durante il cammino verranno “raccontate” le due iniziative "Salviamo il Paesaggio" e "Per un Parco agro-paesaggistico metropolitano tra la Brenta e il Bacchiglione" che si legano allo spirito di rispetto e valorizzazione dei territori che caratterizza il cammino di Stella d’Italia (per approfondimenti visita http://salviamoilpaesaggiopd.wordpress.com). Ma per chi fosse interessato è possibile percorrere l’intera tappa del 26 fin dalla partenza a Dolo oppure quella del 27 verso Monselice.
Come partecipare? Scrivendo una mail a iscrizionistelladitalia@gmail.com, oppure telefonando a uno dei referenti indicati per i diversi bracci sul sito del progetto: www.camminacammina.wordpress.com (per il Nord-est: Beatrice Bertolo 349 8786929; Maurizio Netto 335 7816416).
La partecipazione a Stella d’Italia non prevede alcuna tassa di iscrizione. E’ richiesta invece la quota assicurativa obbligatoria di 3 €, cui è possibile aggiungere donazioni di sostegno al progetto. La quota è valida per tutto il percorso, ed è possibile partecipare anche per una sola tappa, o in modo discontinuo. Vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti, ma si è cercato di mantenere le spese molto basse, nella speranza che gli ostacoli di tipo economico per i partecipanti si riducano al minimo, chiedendo, ove possibile, ospitalità presso palestre o altre strutture molto spartane.
Il percorso da Nord-Est sabato 26 maggio passerà da Padova dove i camminatori volontari sosterranno l'iniziativa "Salviamo il Paesaggio e il progetto di parco agricolo e paesaggistico metropolitano".
Alla fine della tappa saranno accolti dall'assessore Andrea Colasio, al quale consegneranno anche una nostra lettera a favore del progetto del Parco metropolitano.
L'appuntamento è alle 12:45 sull'argine del canale San Gregorio all'altezza dell'agriturismo "La Scacchiera". I camminatori di Stella d'Italia arriveranno da Dolo (da lì partono alle 8 del mattino).
Il tratto padovano proseguirà lungo l'isola di Terranegra, il Roncajette, il canale San Gregorio e poi il Piovego fino al Portello e al Municipio (circa 9 km). A Terranegra, ad illustrare il percorso e le motivazioni di "Salviamo il Paesaggio" ci sarà Lorenzo Cabrelle di Legambiente.
Tutti possono aggregarsi, mandate una mail ai vostri soci o simpatizzanti.
Chi di voi sarà presente lo segnali a s.ginestri@legambientepadova.it.
Qui di seguito la presentazione di "Stella d'Italia".
Camminare per incontrare e conoscere la realtà dei territori attraversati, in ascolto di associazioni ed istituzioni che condividono un desiderio di unione tra Nord e Sud, di legalità, di rispetto del territorio e delle sue peculiarità, ambientali, sociali e culturali. Stella d’Italia, idea di Antonio Moresco, promossa da “Il Primo Amore” e da un gruppo di volontari, è un grande spostamento a piedi, di menti e di corpi, per “ricucire con i nostri passi” un paese diviso e apparentemente incapace di esprimere energie nuove, attraverso cinque bracci che prefigurano una stella: già in movimento il braccio di Sud-Est, partito da Messina lo scorso 11 maggio; si partirà da Venezia il 25 maggio, da Genova il 27, da Santa Maria di Leuca il 2 giugno, ed infine da Roma il 30 giugno, per arrivare assieme all’Aquila il 5 luglio.
Il braccio in partenza da Venezia segue fino ad Assisi, con piccolissime modifiche, la scansione delle tappe dei Cammini di Sant’Antonio e di Assisi, attraversando le città di Padova, Monselice, Ferrara, Bologna, la zona dei Gessi emiliano-romagnoli, e infine scavalcando l’Appennino Tosco-Emiliano verso Assisi, dove incontrerà il braccio in partenza da Genova. Assieme i due bracci cammineranno verso L’Aquila, mentre i due bracci del Sud, ricongiuntisi a Matera, la raggiungeranno lungo i sentieri del Tratturo Magno.
Il braccio di Nord-est, dopo la tappa Venezia-Dolo, percorrerà le due tappe “padovane”: Dolo-Padova (26 maggio), e Padova-Monselice (27 maggio).
La tappa Dolo-Padova vedrà la partecipazione di Legambiente Padova, che guiderà i camminatori di Stella d’Italia lungo una delle poche aree verdi ed agricole ancora rimaste nel territorio sempre più urbanizzato di Padova, tra il Canale San Gregorio e il Canale Roncajette, per poi entrare nel cuore della città lungo il Canale Roncajette, la Golena San Massino, il Portello ed infine arrivare davanti al Municipio di Padova.
L’appuntamento tra i camminatori di Stella d’Italia e i simpatizzanti di Legambiente è previsto per le 12:45 sull’argine San Gregorio nei pressi dell’Agriturismo la Scacchiera (per info visita la pagina www.legambientepadova.it/stella_italia). Durante il cammino verranno “raccontate” le due iniziative "Salviamo il Paesaggio" e "Per un Parco agro-paesaggistico metropolitano tra la Brenta e il Bacchiglione" che si legano allo spirito di rispetto e valorizzazione dei territori che caratterizza il cammino di Stella d’Italia (per approfondimenti visita http://salviamoilpaesaggiopd.wordpress.com). Ma per chi fosse interessato è possibile percorrere l’intera tappa del 26 fin dalla partenza a Dolo oppure quella del 27 verso Monselice.
Come partecipare? Scrivendo una mail a iscrizionistelladitalia@gmail.com, oppure telefonando a uno dei referenti indicati per i diversi bracci sul sito del progetto: www.camminacammina.wordpress.com (per il Nord-est: Beatrice Bertolo 349 8786929; Maurizio Netto 335 7816416).
La partecipazione a Stella d’Italia non prevede alcuna tassa di iscrizione. E’ richiesta invece la quota assicurativa obbligatoria di 3 €, cui è possibile aggiungere donazioni di sostegno al progetto. La quota è valida per tutto il percorso, ed è possibile partecipare anche per una sola tappa, o in modo discontinuo. Vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti, ma si è cercato di mantenere le spese molto basse, nella speranza che gli ostacoli di tipo economico per i partecipanti si riducano al minimo, chiedendo, ove possibile, ospitalità presso palestre o altre strutture molto spartane.
“L’Italia è tramortita. L’Italia ha bisogno di risorgere. Ha bisogno di tirare fuori dalla sua testa, dalla sua pancia e dal suo cuore le energie che pure conserva dentro di sé e che, come è successo altre volte in passato, possono farla risorgere. C’è bisogno di gesti, individuali e collettivi, che diano una spinta verso questa rigenerazione. C’è bisogno di unire sentimento e visione. C’è bisogno di mettere al mondo e rendere visibile questa urgente necessità e questo desiderio diffuso attraverso gesti significativi e prefiguranti da compiere insieme. C’è bisogno di un incontro non solo mentale e ideale, ma anche fisico, che renda visibile e che faccia vivere l’immagine e la possibilità di un’unione dinamica riconquistata, dopo anni di intossicazione, di avvilimento e di mancanza di prospettive, di lacerazioni e di divisioni, fino a portarci nel vicolo cieco in cui ci troviamo e da cui è questione di vita o di morte uscire per poter finalmente imboccare altre strade.”
Antonio Moresco
giovedì 24 maggio 2012
Il comitato SOS C&C partecipa alla "Remada a seconda"
Il comitato SOS C&C parteciperà alla "Remada a seconda" sabato 26 e domenica 27 maggio.
Sabato 26 andremo al Bassanello, alle ore 14:30, per distribuire il volantino che abbiamo realizzato e poi saliremo sull'imbarcazione della Provincia con uno striscione che reggeremo lungo il percorso Padova-Battaglia Terme. Se ci fosse qualche volontario che si aggrega ci farebbe molto piacere.
Domenica 27 partiremo da Battaglia con un gommone addobbato con palloncini neri su cui verranno scritti i nomi delle sostanze presenti nel sito inquinato e la scritta "remiamo tutti x la bonifica della ex C&C". Nei vari punti di sosta delle imbarcazioni ci sarà qualcuno che volantinerà. Per dare risonanza alla nostra partecipazione abbiamo scritto un articolo che verrà pubblicato sabato sia sul Mattino che sul Gazzettino.
Martedi 29, alle ore 21:00, presso la sala Zanini del Centro Sociale di Pernumia (vicino alla biblioteca) è convocato il Consiglio Comunale allargato tra i comuni di Battaglia Terme, Due Carrare e Pernumia. Sono stati invitati anche i rappresentanti della Regione e della Provincia. Noi dobbiamo essere lì in tanti per dimostrare che la cittadinanza preme perché il problema venga risolto in tempi brevi, prima che avvenga un possibile disastro.
Il recente terremoto, che ha interessato anche le nostre città, come Montagnana, ci richiama alla serietà della posta in gioco.
Contiamo di vedervi tutti!
Sabato 26 andremo al Bassanello, alle ore 14:30, per distribuire il volantino che abbiamo realizzato e poi saliremo sull'imbarcazione della Provincia con uno striscione che reggeremo lungo il percorso Padova-Battaglia Terme. Se ci fosse qualche volontario che si aggrega ci farebbe molto piacere.
Domenica 27 partiremo da Battaglia con un gommone addobbato con palloncini neri su cui verranno scritti i nomi delle sostanze presenti nel sito inquinato e la scritta "remiamo tutti x la bonifica della ex C&C". Nei vari punti di sosta delle imbarcazioni ci sarà qualcuno che volantinerà. Per dare risonanza alla nostra partecipazione abbiamo scritto un articolo che verrà pubblicato sabato sia sul Mattino che sul Gazzettino.
Martedi 29, alle ore 21:00, presso la sala Zanini del Centro Sociale di Pernumia (vicino alla biblioteca) è convocato il Consiglio Comunale allargato tra i comuni di Battaglia Terme, Due Carrare e Pernumia. Sono stati invitati anche i rappresentanti della Regione e della Provincia. Noi dobbiamo essere lì in tanti per dimostrare che la cittadinanza preme perché il problema venga risolto in tempi brevi, prima che avvenga un possibile disastro.
Il recente terremoto, che ha interessato anche le nostre città, come Montagnana, ci richiama alla serietà della posta in gioco.
Contiamo di vedervi tutti!
domenica 20 maggio 2012
Il ciclo del denaro - 4° puntata
Intervista estremamente interessante, ad un premio Nobel dell'economia, purtroppo non tradotta in italiano, chissà perché ?!?
An interview with Amartya Sen: there is a democratic failure in europe
Altra intervista assai illuminante, al più contestato - e contestatore - visionario del mondo economico globale:
Affossati ma consapevoli: intervista a Paolo Barnard
An interview with Amartya Sen: there is a democratic failure in europe
Altra intervista assai illuminante, al più contestato - e contestatore - visionario del mondo economico globale:
Affossati ma consapevoli: intervista a Paolo Barnard
martedì 15 maggio 2012
Il ciclo del denaro - 3° puntata
Esattamente 4 anni fa Report (Rai3) mandava in onda questo servizio.
SENZA INTERESSI - 18.05.2008
di Giorgio Simonetti - Economia
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora la buona notizia di oggi viene dalla Svezia, ed è rivoluzionaria, forse fin troppo, un gruppo di 35.000 persone immagina una società libera dal concetto di interesse. Il ragionamento che hanno fatto è questo: se mettiamo dei soldi in banca, parliamo di persone con redditi medio bassi, cioè la maggior parte di noi, gli interessi che percepisco servono si e no a pagare le spese. Però se chiedo un prestito mi spennano. Allora perché non mettere il nostro denaro insieme e farlo circolare? Come funziona ce lo racconta Giorgio Simonetti.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Siamo a Skovde una cittadina a 350 chilometri da Stoccolma, dove ha sede una banca molto particolare. Jak Bank è una banca cooperativa con 35.000 soci sparsi sul territorio e ha come scopo quello di creare un modello alternativo di finanza non speculativa al servizio delle persone e delle piccole realtà imprenditoriali.
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Essendo un'associazione non abbiamo nessun grosso azionista che chiede profitto, perché sono tutti i soci a possedere la banca.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Cioè ogni socio detiene una sola azione e tutti hanno lo stesso peso nell'elezione del consiglio direttivo. La missione di questa banca non è di creare profitto, ma di prestare soldi ai propri soci nella forma il più conveniente possibile, secondo un'idea di economia libera dal concetto d'interesse.
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
L'interesse trasferisce il denaro dalla parte sbagliata, perché chi ha già molti soldi può accumulare più denaro, mentre chi ne ha pochi ne avrà sempre meno, perché se vuole comprarsi la casa o qualunque altra cosa dovrà chiedere un prestito e pagare interessi.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
La Jak Bank si rifà alle teorie dell'economista tedesca Margrit Kennedy che spiega quali sono le conseguenze dell'interesse nella nostra economia.
MARGRIT KENNEDY - ECONOMISTA
La maggior parte delle persone pensa di pagare l'interesse solo quando chiede un prestito in banca, non è così. In genere chi produce beni di consumo paga interessi alla banca e poi li scarica sui prezzi. Se facciamo i conti su quello che si compra per vivere, la gente paga in media sui prezzi dei beni di consumo circa il 45% di interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Secondo le ricerche effettuate da Margrit Kennedy in media il 45% di ciò che spendiamo per vivere è interesse nascosto che paghiamo alle banche.
MARGRIT KENNEDY - ECONOMISTA
L'80% della popolazione tedesca paga più interesse in ciò che compra rispetto all'interesse che guadagna dai propri conti correnti o dagli investimenti finanziari. Poi c'è un 10% che guadagna tutta la rendita di interesse che ha perso quell'80% della popolazione e solo il rimanente 10% va in pareggio.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Nella Jak Bank i propri risparmi non generano interesse, e non c'è nessun azionista che a fine anno si spartisce gli utili. I prestiti sono concessi a un costo che serve solo a ripagare le spese di gestione e di rischio. Ma qual è l'unico tasso che la banca applica per la sua sopravvivenza?
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Intorno al 2,5% che è la nostra tassa sul prestito e la calcoliamo come se fosse un tasso di interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Un tasso fisso che in media è del 2,5%, è reso possibile grazie al meccanismo matematico che rende sostenibile l'intero sistema che funziona così. In questo primo esempio vediamo il nostro socio che risparmia il primo mese 1 moneta, il secondo mese un'altra moneta, idem per il terzo mese. A questo punto ha messo 3 monete e ha guadagnato 6 punti di risparmio, perché in questi mesi il suo denaro viene automaticamente prestato ad altri soci. Ora il 4° mese il nostro socio preleva le sue 3 monete risparmiate e in più ne chiede 3 in prestito. Che restituisce nello stesso arco di tempo in cui ha maturato i punti di risparmio, cioè in 3 mesi. A 6 punti guadagnati corrispondono 6 punti consumati e il sistema è in equilibrio. Lennart e sua moglie Britt hanno comprato casa nella campagna svedese chiedendo un prestito a una banca tradizionale, sono arrivati a pagare un tasso variabile del 13,7%. Ma in quel periodo, nel 1992, scoprono la banca JAK e incominciano a risparmiare denaro. Dopo pochi anni, maturati i punti di risparmio, trasferiscono il mutuo dalla banca tradizionale alla Jak e passano a un tasso fisso dell'1,4% per 10 anni. Che era il tasso proposto dalla Jak in quegli anni.
BRITT ANDERSSON - SOCIA BANCA JAK
E' meraviglioso perché ho visto come i miei debiti si sono ridotti ogni mese. Nella banca tradizionale non si riduceva il debito, pagavo l'interesse e solo una piccola somma andava a ridurre il debito. In questo modo invece abbiamo sostenuto meno spese e ora mio marito è andato in pensione, 16 mesi prima del previsto.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Quando siamo andati a trovarli avevano appena finito di ripagare il loro mutuo per la casa e dopo qualche mese potevano anche prelevare i loro post-risparmi, circa 20.000 euro, che gli erano stati versati su un conto bancario tradizionale, poiché tutti i soci JAK hanno bisogno anche di un conto di questo tipo per i pagamenti e i prelievi. Se poi un socio risparmia per 30 anni e non chiede mai prestiti è ovvio che in un sistema del genere, che non matura interessi, ci rimetterà per via dell'inflazione. Questo non è un problema?
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Il fatto è che noi non guardiamo solamente alle persone come singoli individui, noi lavoriamo come una collettività e perciò i punti di risparmio che una persona ha accumulato, può regalarli ad un altro che ne trae beneficio.
BARBRO VON KRUSENTIERNA-SOCIA BANCA JAK
Credo in una società nella quale le persone si aiutino a vicenda, so che quando risparmio il mio denaro con Jak loro lo presteranno ad altri soci che hanno bisogno di prestiti.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Prestito come reciproca solidarietà tra le persone, questa è la grande eresia finanziaria di Jak. Oltre 500 volontari organizzati in 28 circoscrizioni locali dedicano gratuitamente il loro tempo per diffondere questa idea e per trovare nuovi soci.
LENNART ANDERSSON-CIRCOSCRIZIONE NORD HALSINGLAND BANCA JAK
Per me Jak rappresenta un modo per impegnarmi attivamente in questioni politiche, e se io posso dare il mio contributo per portare il mondo in questa direzione per una società libera dal concetto di interesse, lo farei.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Con la Jak Bank, un socio può chiedere un prestito anche se non ha mai risparmiato. Se per esempio chiede in prestito 3 monete è però obbligato ogni mese a restituirne due. Una per ripagare il prestito chiesto, l'altra per contribuire alla sua quota di risparmio e così via. Alla fine dei tre mesi avrà guadagnato i 6 punti necessari per il prestito che aveva preso in anticipo. Tutto questo grazie al meccanismo del post risparmio. Marten vive ad Helsingborg, ha acquistato casa di recente e l'ha pagata 210.000 euro. Ha contratto solo il 5% del suo prestito con la Jak Bank per 5 anni e per il resto ha fatto un mutuo trentennale con una banca tradizionale. Perché hai preso questo prestito a breve termine?
MARTEN HERMANSSON-SOCIO BANCA JAK
I post-risparmi rendono impossibile chiedere un prestito maggiore. Comunque un prestito a breve termine mi va bene, perché sto facendo delle ristrutturazioni, pago il debito e poi ne chiedo un altro con Jak, invece di avere un grosso prestito a lungo termine.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
I post-risparmi non generano interessi, ma anche nei conti ordinari delle banche tradizionali svedesi gli interessi sono quasi inesistenti ... Ci sono però delle altre differenze che convincono il socio Jak ad aderire anche solo idealmente a questo modello finanziario alternativo.
MARTEN HERMANSSON-SOCIO BANCA JAK
Jak è molto concentrata sulle economie locali, non siamo interessati ad andare in Cina, e investiamo qui il nostro denaro. Per esempio facciamo investimenti che si svilupperanno su 2 generazioni, non solo per un paio di anni e poi sparire. Questo è quello che io chiamo economia sostenibile.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Mellanfiarden è un piccolo paese di pescatori nel nord della Svezia. Eva è un'imprenditrice e si occupa di turismo e della produzione di reti da pesca. Ha avuto un prestito da Jak per l'acquisto di un motore per la barca.
EVA ERIKSSON-SOCIA BANCA JAK
Se non avessimo preso contatto con JAK avremmo dovuto sospendere l'attività.
GIORGIO SIMONETTI
Perché?
EVA ERIKSSON-SOCIA BANCA JAK
Perché tutte le altre banche ci hanno detto:"No, non metteremo una corona svedese per loro". Jak è stata l'unica via d'uscita. E' molto difficile oggi in Svezia avere piccole aziende. E devi avere risultati molto, molto buoni se vuoi che le grandi banche credano nella tua azienda. Noi viviamo nel Nord della Svezia, questa è una piccola comunità ... Ed è molto importante che Jak decida di venire qui e di aiutarci ad avviare aziende così che i giovani possano rimanere a vivere qui e trovare lavoro.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Anche la parrocchia cristiana evangelica di Hudiksvall aveva bisogno di restaurare la propria Chiesa grazie a un ulteriore servizio offerto dalla Jak: il risparmio di supporto che consiste nel raccogliere risparmio per una finalità ritenuta utile dalla collettività. In questo caso la chiesa ha potuto chiedere un prestito utilizzando i punti risparmio accumulati dai soci che hanno aderito al "risparmio di supporto".
ANNICA BRUN-PRES. CHIESA EVANGELICA HUNDIKSVALL
Tutto il denaro che abbiamo nella nostra Chiesa è dato dalla gente. Non riceviamo nessun supporto dal Governo. Prima avevamo un grosso prestito in una banca tradizionale e ogni anno dovevamo pagare molto denaro in interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Il costo del prestito con la banca tradizionale era di circa 5.000 euro l'anno. Ora la spesa si è ridotta a meno di mille euro l'anno.
MIRIAM BERJLUND-PASTORE CHIESA CRISTIANA EVANGELICA
Quando rifletto sul denaro penso alle parole di Gesù: lui disse che tu non puoi servire allo stesso tempo Dio e Mammona. Nella vita non puoi solo accumulare e chiederti "Quanto posso avere?". Noi dobbiamo essere anche servitori.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
I soci Jak devono per forza risiedere in Svezia. Tuttavia il loro modello finanziario è già stato copiato in Germania, dove a Stoccarda è nata una banca che si basa sullo stesso meccanismo e sugli stessi principi.
JOHAN OPPMARK-AMMINISTRATORE DELEGATO BANCA JAK
Abbiamo un'organizzazione in Svezia che si chiama Caja, formata anche da soci Jak. Loro conoscono il sistema e possono consigliare altre persone in altri paesi su come avviare una banca come Jak.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
La Jak Bank è stata fondata da Ake Mobrandt nel 1965, importando il nome e l'idea dalla Danimarca, dove negli anni '30 nacque la prima banca di questo tipo. Jak è un acronimo che sta per terra, lavoro e capitale, i 3 fattori che sono alla base di ogni economia. Un'economia che per la Jak deve essere libera dal concetto di interesse e perciò non al servizio della speculazione.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ma cos'ha il nord Europa di diverso, sarà il sangue o il freddo?
Sarà il sangue freddo! Perché ci vuole un bel coraggio a fondare una banca alternativa. E in Italia? Abbiamo qualcosa di simile? A me pare di sì.
Enrico.
SENZA INTERESSI - 18.05.2008
di Giorgio Simonetti - Economia
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora la buona notizia di oggi viene dalla Svezia, ed è rivoluzionaria, forse fin troppo, un gruppo di 35.000 persone immagina una società libera dal concetto di interesse. Il ragionamento che hanno fatto è questo: se mettiamo dei soldi in banca, parliamo di persone con redditi medio bassi, cioè la maggior parte di noi, gli interessi che percepisco servono si e no a pagare le spese. Però se chiedo un prestito mi spennano. Allora perché non mettere il nostro denaro insieme e farlo circolare? Come funziona ce lo racconta Giorgio Simonetti.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Siamo a Skovde una cittadina a 350 chilometri da Stoccolma, dove ha sede una banca molto particolare. Jak Bank è una banca cooperativa con 35.000 soci sparsi sul territorio e ha come scopo quello di creare un modello alternativo di finanza non speculativa al servizio delle persone e delle piccole realtà imprenditoriali.
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Essendo un'associazione non abbiamo nessun grosso azionista che chiede profitto, perché sono tutti i soci a possedere la banca.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Cioè ogni socio detiene una sola azione e tutti hanno lo stesso peso nell'elezione del consiglio direttivo. La missione di questa banca non è di creare profitto, ma di prestare soldi ai propri soci nella forma il più conveniente possibile, secondo un'idea di economia libera dal concetto d'interesse.
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
L'interesse trasferisce il denaro dalla parte sbagliata, perché chi ha già molti soldi può accumulare più denaro, mentre chi ne ha pochi ne avrà sempre meno, perché se vuole comprarsi la casa o qualunque altra cosa dovrà chiedere un prestito e pagare interessi.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
La Jak Bank si rifà alle teorie dell'economista tedesca Margrit Kennedy che spiega quali sono le conseguenze dell'interesse nella nostra economia.
MARGRIT KENNEDY - ECONOMISTA
La maggior parte delle persone pensa di pagare l'interesse solo quando chiede un prestito in banca, non è così. In genere chi produce beni di consumo paga interessi alla banca e poi li scarica sui prezzi. Se facciamo i conti su quello che si compra per vivere, la gente paga in media sui prezzi dei beni di consumo circa il 45% di interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Secondo le ricerche effettuate da Margrit Kennedy in media il 45% di ciò che spendiamo per vivere è interesse nascosto che paghiamo alle banche.
MARGRIT KENNEDY - ECONOMISTA
L'80% della popolazione tedesca paga più interesse in ciò che compra rispetto all'interesse che guadagna dai propri conti correnti o dagli investimenti finanziari. Poi c'è un 10% che guadagna tutta la rendita di interesse che ha perso quell'80% della popolazione e solo il rimanente 10% va in pareggio.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Nella Jak Bank i propri risparmi non generano interesse, e non c'è nessun azionista che a fine anno si spartisce gli utili. I prestiti sono concessi a un costo che serve solo a ripagare le spese di gestione e di rischio. Ma qual è l'unico tasso che la banca applica per la sua sopravvivenza?
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Intorno al 2,5% che è la nostra tassa sul prestito e la calcoliamo come se fosse un tasso di interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Un tasso fisso che in media è del 2,5%, è reso possibile grazie al meccanismo matematico che rende sostenibile l'intero sistema che funziona così. In questo primo esempio vediamo il nostro socio che risparmia il primo mese 1 moneta, il secondo mese un'altra moneta, idem per il terzo mese. A questo punto ha messo 3 monete e ha guadagnato 6 punti di risparmio, perché in questi mesi il suo denaro viene automaticamente prestato ad altri soci. Ora il 4° mese il nostro socio preleva le sue 3 monete risparmiate e in più ne chiede 3 in prestito. Che restituisce nello stesso arco di tempo in cui ha maturato i punti di risparmio, cioè in 3 mesi. A 6 punti guadagnati corrispondono 6 punti consumati e il sistema è in equilibrio. Lennart e sua moglie Britt hanno comprato casa nella campagna svedese chiedendo un prestito a una banca tradizionale, sono arrivati a pagare un tasso variabile del 13,7%. Ma in quel periodo, nel 1992, scoprono la banca JAK e incominciano a risparmiare denaro. Dopo pochi anni, maturati i punti di risparmio, trasferiscono il mutuo dalla banca tradizionale alla Jak e passano a un tasso fisso dell'1,4% per 10 anni. Che era il tasso proposto dalla Jak in quegli anni.
BRITT ANDERSSON - SOCIA BANCA JAK
E' meraviglioso perché ho visto come i miei debiti si sono ridotti ogni mese. Nella banca tradizionale non si riduceva il debito, pagavo l'interesse e solo una piccola somma andava a ridurre il debito. In questo modo invece abbiamo sostenuto meno spese e ora mio marito è andato in pensione, 16 mesi prima del previsto.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Quando siamo andati a trovarli avevano appena finito di ripagare il loro mutuo per la casa e dopo qualche mese potevano anche prelevare i loro post-risparmi, circa 20.000 euro, che gli erano stati versati su un conto bancario tradizionale, poiché tutti i soci JAK hanno bisogno anche di un conto di questo tipo per i pagamenti e i prelievi. Se poi un socio risparmia per 30 anni e non chiede mai prestiti è ovvio che in un sistema del genere, che non matura interessi, ci rimetterà per via dell'inflazione. Questo non è un problema?
FRANK MAGNUS - DIRETTORE BANCA JAK
Il fatto è che noi non guardiamo solamente alle persone come singoli individui, noi lavoriamo come una collettività e perciò i punti di risparmio che una persona ha accumulato, può regalarli ad un altro che ne trae beneficio.
BARBRO VON KRUSENTIERNA-SOCIA BANCA JAK
Credo in una società nella quale le persone si aiutino a vicenda, so che quando risparmio il mio denaro con Jak loro lo presteranno ad altri soci che hanno bisogno di prestiti.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Prestito come reciproca solidarietà tra le persone, questa è la grande eresia finanziaria di Jak. Oltre 500 volontari organizzati in 28 circoscrizioni locali dedicano gratuitamente il loro tempo per diffondere questa idea e per trovare nuovi soci.
LENNART ANDERSSON-CIRCOSCRIZIONE NORD HALSINGLAND BANCA JAK
Per me Jak rappresenta un modo per impegnarmi attivamente in questioni politiche, e se io posso dare il mio contributo per portare il mondo in questa direzione per una società libera dal concetto di interesse, lo farei.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Con la Jak Bank, un socio può chiedere un prestito anche se non ha mai risparmiato. Se per esempio chiede in prestito 3 monete è però obbligato ogni mese a restituirne due. Una per ripagare il prestito chiesto, l'altra per contribuire alla sua quota di risparmio e così via. Alla fine dei tre mesi avrà guadagnato i 6 punti necessari per il prestito che aveva preso in anticipo. Tutto questo grazie al meccanismo del post risparmio. Marten vive ad Helsingborg, ha acquistato casa di recente e l'ha pagata 210.000 euro. Ha contratto solo il 5% del suo prestito con la Jak Bank per 5 anni e per il resto ha fatto un mutuo trentennale con una banca tradizionale. Perché hai preso questo prestito a breve termine?
MARTEN HERMANSSON-SOCIO BANCA JAK
I post-risparmi rendono impossibile chiedere un prestito maggiore. Comunque un prestito a breve termine mi va bene, perché sto facendo delle ristrutturazioni, pago il debito e poi ne chiedo un altro con Jak, invece di avere un grosso prestito a lungo termine.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
I post-risparmi non generano interessi, ma anche nei conti ordinari delle banche tradizionali svedesi gli interessi sono quasi inesistenti ... Ci sono però delle altre differenze che convincono il socio Jak ad aderire anche solo idealmente a questo modello finanziario alternativo.
MARTEN HERMANSSON-SOCIO BANCA JAK
Jak è molto concentrata sulle economie locali, non siamo interessati ad andare in Cina, e investiamo qui il nostro denaro. Per esempio facciamo investimenti che si svilupperanno su 2 generazioni, non solo per un paio di anni e poi sparire. Questo è quello che io chiamo economia sostenibile.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Mellanfiarden è un piccolo paese di pescatori nel nord della Svezia. Eva è un'imprenditrice e si occupa di turismo e della produzione di reti da pesca. Ha avuto un prestito da Jak per l'acquisto di un motore per la barca.
EVA ERIKSSON-SOCIA BANCA JAK
Se non avessimo preso contatto con JAK avremmo dovuto sospendere l'attività.
GIORGIO SIMONETTI
Perché?
EVA ERIKSSON-SOCIA BANCA JAK
Perché tutte le altre banche ci hanno detto:"No, non metteremo una corona svedese per loro". Jak è stata l'unica via d'uscita. E' molto difficile oggi in Svezia avere piccole aziende. E devi avere risultati molto, molto buoni se vuoi che le grandi banche credano nella tua azienda. Noi viviamo nel Nord della Svezia, questa è una piccola comunità ... Ed è molto importante che Jak decida di venire qui e di aiutarci ad avviare aziende così che i giovani possano rimanere a vivere qui e trovare lavoro.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Anche la parrocchia cristiana evangelica di Hudiksvall aveva bisogno di restaurare la propria Chiesa grazie a un ulteriore servizio offerto dalla Jak: il risparmio di supporto che consiste nel raccogliere risparmio per una finalità ritenuta utile dalla collettività. In questo caso la chiesa ha potuto chiedere un prestito utilizzando i punti risparmio accumulati dai soci che hanno aderito al "risparmio di supporto".
ANNICA BRUN-PRES. CHIESA EVANGELICA HUNDIKSVALL
Tutto il denaro che abbiamo nella nostra Chiesa è dato dalla gente. Non riceviamo nessun supporto dal Governo. Prima avevamo un grosso prestito in una banca tradizionale e ogni anno dovevamo pagare molto denaro in interesse.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
Il costo del prestito con la banca tradizionale era di circa 5.000 euro l'anno. Ora la spesa si è ridotta a meno di mille euro l'anno.
MIRIAM BERJLUND-PASTORE CHIESA CRISTIANA EVANGELICA
Quando rifletto sul denaro penso alle parole di Gesù: lui disse che tu non puoi servire allo stesso tempo Dio e Mammona. Nella vita non puoi solo accumulare e chiederti "Quanto posso avere?". Noi dobbiamo essere anche servitori.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
I soci Jak devono per forza risiedere in Svezia. Tuttavia il loro modello finanziario è già stato copiato in Germania, dove a Stoccarda è nata una banca che si basa sullo stesso meccanismo e sugli stessi principi.
JOHAN OPPMARK-AMMINISTRATORE DELEGATO BANCA JAK
Abbiamo un'organizzazione in Svezia che si chiama Caja, formata anche da soci Jak. Loro conoscono il sistema e possono consigliare altre persone in altri paesi su come avviare una banca come Jak.
GIORGIO SIMONETTI FUORI CAMPO
La Jak Bank è stata fondata da Ake Mobrandt nel 1965, importando il nome e l'idea dalla Danimarca, dove negli anni '30 nacque la prima banca di questo tipo. Jak è un acronimo che sta per terra, lavoro e capitale, i 3 fattori che sono alla base di ogni economia. Un'economia che per la Jak deve essere libera dal concetto di interesse e perciò non al servizio della speculazione.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ma cos'ha il nord Europa di diverso, sarà il sangue o il freddo?
Sarà il sangue freddo! Perché ci vuole un bel coraggio a fondare una banca alternativa. E in Italia? Abbiamo qualcosa di simile? A me pare di sì.
Enrico.
lunedì 14 maggio 2012
Il ciclo del denaro - 2° puntata
Continuiamo le nostre riflessioni ad alta voce sul valore del denaro.
Chi se lo fosse perso vada a rileggersi il primo post sul tema:
In quel post si arrivava ad affermare che il denaro non è altro che un bene comune, come lo è l'acqua (tra l'altro stiamo ancora lottando per mantenerla in mani pubbliche).
Oggi vi proponiamo un articolo dell'economista Luigino Bruni, pubblicato sull'avvenire di domenica scorsa, 13 maggio 2012, che si spinge oltre, fino ad affermare:
Il dibattito è aperto e attendiamo i vostri commenti ... che ve ne pare?
Aggiornamenti dal Comitato SOS C&C
Riceviamo da Maria Angela, del Comitato SOS C&C, alcune comunicazioni riguardanti lo stato di avanzamento della "pratica di bonifica":
L'inizio della vicenda C&C spa e CEDRO srl nel 2005
- L'incontro avuto in Provincia col dirigente del settore ambiente e altri due tecnici, ha chiarito i tempi di effettuazione dei carotaggi (euro 200.000 stanziati nel 2009) e della messa in sicurezza (euro 500.000 stanziati a novembre 2011). I primi verranno effettuati a conclusione delle gare di appalto, probabilmente verso settembre; i lavori per la messa in sicurezza partiranno successivamente.
- Il comune di Due Carrare ha inoltrato al genio civile la richiesta di installare, sull'argine del Vigenzone, un cartello che indichi la fabbrica dei veleni e ne illustri contenuto e rischi (cartello realizzato dal comitato).
- A giugno verrà installata nel quartire Chiodare (di fronte alla C&C) una centralina dell'ARPAV per il rilevamento dell'inquinamento dell'aria (richiesta inoltrata dal comitato); in autunno verrà ripetuto l'intervento.
- E' stata inoltrata all'assessore Conte la richiesta di un appuntamento tramite vie di sicura priorità, ma la bufera che ha travolto la Lega non ci ha favorito: siamo ancora in attesa di risposta.
- Il 20 aprile è comparso sul Gazzettino, a caratteri cubitali, un articolo che annunciava per il 24 maggio un incontro congiunto dei tre comuni (Pernumia, Battaglia Terme, Due Carrare), alla presenza del Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, per chiedere al ministro i 13 milioni necessari per la bonifica del sito della ex C&C. La comunicazione è partita dal Sindaco di Battaglia Terme Daniele Donà. Siamo in attesa di avere notizie più precise sulla data (potrebbe essere modificata) e sul luogo dove verrà svolto l'incontro. Appena le riceveremo, avremo cura di comunicarvele, perché è un appuntamento molto importante.
- Il comitato ha inviato a Report (Rai3) una lettera informativa sul caso della ex C&C, perché metta in evidenza che dietro alla società CEDRO ci sono dei fantasmi che, come tali, non rispondono alle richieste degli enti ufficiali (Provincia e Comune), ma che, quando hanno degli interessi personali, sono molto autorevoli (hanno vinto il ricorso al Tar: sentenza unica in Italia) e trattano con la Demont (ditta limitrofa) per riscuotere il frutto delle loro concessioni.
L'inizio della vicenda C&C spa e CEDRO srl nel 2005
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